Come ambientalisti, il nostro compito è guardare oltre la superficie. Per questo motivo, la nostra delegazione ha interloquito direttamente con i tecnici e i responsabili della Sogin, ponendo domande precise e rigorose su due temi che consideriamo cruciali per il nostro territorio:
Abbiamo chiesto aggiornamenti stringenti sullo stato attuale delle strutture, sui sistemi di monitoraggio ambientale attivi e sulle garanzie di resilienza dell'area a fronte di rischi idrogeologici o climatici.
Stoccaggio dei rifiuti radioattivi:
Abbiamo focalizzato l'attenzione sulla gestione dei residui di media e bassa attività attualmente presenti in loco, sulle tempistiche reali del loro trasferimento e sulle prospettive (ancora troppo incerte a livello nazionale) del Deposito Nazionale.
La transizione ecologica passa anche per la trasparenza e la memoria storica dei territori che hanno ospitato il nucleare
( Giulia Casella storica attivista del circolo ha scritto anche un libro " La Chimera Nucleare ", storia della Centrale ).
Ringraziamo il personale per il confronto tecnico, ma per noi il presidio non finisce qui. Continueremo a monitorare ogni fase del decommissioning per garantire che la sicurezza dei cittadini e la tutela del fiume Garigliano restino l'assoluta priorità.



